Il farmacista clinico, una figura fondamentale a supporto dei nostri piccoli pazienti
Grazie al Comitato Chianelli, da alcuni mesi la nostra preziosa équipe multidisciplinare si è arricchita di una nuova importante figura: quella del farmacista clinico.
Questo progetto nasce dalla collaborazione con la Scuola di specializzazione in Farmacia ospedaliera dell’Università degli Studi di Perugia e con la S.C. di Farmacia ospedaliera di Perugia, con l’obiettivo di rispondere a un’esigenza prioritaria: fornire ai pazienti della Struttura Complessa di Oncoematologia pediatrica “cure sicure”.
Infatti, come afferma il direttore della S.C. di Farmacia ospedaliera, Alessandro D’Arpino, “la sicurezza dei pazienti e la riduzione degli errori in terapia farmacologica rappresentano una priorità dell’assistenza sanitaria”.
“E questo è tanto più vero in una realtà così delicata come la nostra” aggiunge Francesco Arcioni, direttore della S.C. di Oncoematologia pediatrica, che sottolinea come “il farmacista clinico svolga un ruolo chiave nel supporto al paziente, ai familiari e ai caregiver, in particolare nella fase di dimissione ospedaliera. Il suo compito è quello di educare e informare sull’uso corretto dei farmaci, contribuendo in maniera significativa a migliorare l’aderenza terapeutica e la gestione domiciliare delle cure”.
Il progetto è stato avviato nel 2024 con l’attivazione di uno sportello aperto tre giorni a settimana, dedicato al supporto delle famiglie nella gestione della terapia domiciliare. Nel 2025, grazie al sostegno del Comitato Chianelli, il farmacista clinico è stato ufficialmente inserito all’interno dell’équipe multidisciplinare.
Nella pratica quotidiana, il farmacista affianca pazienti e genitori al momento della dimissione, fornendo strumenti concreti per la gestione della terapia a domicilio, come calendari personalizzati e adattati alle esigenze e alla routine di ciascun paziente, con indicazioni su orari, modalità di somministrazione e possibili interazioni tra farmaci e alimenti. Questo supporto è fondamentale per garantire continuità e sicurezza delle cure anche al di fuori dell’ospedale ed è molto apprezzato da genitori e pazienti che si sentono ulteriormente accolti e affiancati nel percorso di cura.
La sua presenza è ancora più importante per tutti quei pazienti che arrivano nel nostro reparto da Paesi esteri; in questi casi, il supporto visivo dei calendari terapeutici personalizzati consente, almeno in parte, di abbattere quelle barriere linguistiche e culturali che a volte rendono più difficile il percorso assistenziale.
Accanto all’attività clinica, il progetto ha avuto anche una forte componente organizzativa e formativa. È stato infatti sviluppato un manuale pratico per il personale di reparto, utile a orientare la gestione dei farmaci e a ridurre i rischi legati alla loro manipolazione, particolarmente rilevanti in ambito oncoematologico. Il manuale raccoglie indicazioni operative su dosaggi, modalità di somministrazione e possibili adattamenti delle forme farmaceutiche, offrendo un supporto concreto nella pratica quotidiana e favorendo un approccio più uniforme e sicuro nella gestione della terapia.
La farmacista dedicata alla struttura è Alice Tancetti, specializzanda al secondo anno della Scuola di Specializzazione in Farmacia ospedaliera. Il progetto si avvale però di un gruppo di lavoro più ampio, composto da quattro specializzande che collaborano attivamente per garantire un supporto costante a pazienti e operatori.
Un elemento centrale del progetto è stata la condivisione delle competenze: l’esperienza è stata presentata in diversi congressi delle principali società scientifiche, rivolti a medici, infermieri e farmacisti ospedalieri.
Recentemente, il progetto è stato inoltre oggetto del corso aziendale «Il farmacista clinico a supporto di operatori e pazienti nella gestione della terapia», rivolto al personale del Dipartimento materno infantile e promosso dal Centro unico per la formazione in sanità. L’iniziativa è stata realizzata da un gruppo di lavoro multidisciplinare, con il contributo di medici come Maria Speranza Massei, infermieri (Antonella Monaldi, Valentina Massetti e Veronica Cosma) e farmacisti ospedalieri (Alessandro D’Arpino e Alice Tancetti, Chiaraluna Cruzzolin, Martina Tegon e Alessandra Mammone).
Il grande entusiasmo con cui il progetto è stato accolto dai professionisti presenti conferma quanto sia forte il bisogno di un approccio multidisciplinare nella gestione del paziente.
Grazie al sostegno del Comitato, questa esperienza rappresenta oggi un esempio concreto di come sia possibile migliorare la qualità dell’assistenza, costruendo percorsi di cura più sicuri, condivisi e sempre più vicini ai bisogni dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
